#Metoo alla prova

Le donne sembrano essere state punite per il movimento #metoo. Una ricerca apparsa su Organizational Dynamics dice che il 27% degli americani ora teme di ritrovarsi solo con colleghe, il 21% ammette di non voler assumere donne per posizioni che richiedono contatti ristretti con uomini e il 19% pensa sia sbagliato assumere in azienda donne attraenti.

I sociologi attribuiscono questi risultati alle paure sollevate dai nuovi attivismi femministi. Se volete la prova del nove, a cena con amici fate domande sul #metoo agli uomini presenti: nel più probabile dei casi leggerete negli occhi dei vostri commensali sincero timore di dire la cosa sbagliata.

In questi giorni il Teatro Filodrammatici di Milano ospita La Prova, uno spettacolo che tocca il nervo scoperto della questione. Quando si tratta di micro aggressioni il confine tra verità e percezione può essere labile. E se anche non lo è per le vittime – che hanno ben chiaro ciò che hanno percepito– resta il problema di non poter provare le intenzioni dell’altro e nemmeno il peso dell’umiliazione subita.

In assenza di certezze, ciò che resta è la paura maschile a di non saper più stare al mondo con la stessa sicurezza (o sicumera) di prima e la fatica femminile di equilibrare il retaggio di un passato da sesso debole e il bisogno di dire basta alle sopraffazioni e alla rassegnazione del “va così“.

Lo spettacolo trova spunto nella storia di Tina, una brava creativa, chiamata per seguire una campagna sulla discriminazione di genere nell’agenzia pubblicitaria in cui lavora anche il suo ex. È una buona occasione e sente di essere la persona giusta per l’incarico, è una donna forte, femminista convinta… ma, la sera in cui le ha proposto il lavoro, il capo ha avuto un atteggiamento ambiguo: le ha accarezzato la spalla in un modo che l’ha fatta sentire a disagio. Per Tina non c’è dubbio sulle intenzioni.

Non sa se firmare il contratto, ne parla con il suo ex (nonché migliore amico del capo) e la questione esplode. L’ex, che stima entrambi, non sa a chi credere e così anche la compagna del capo. Non riescono ad affidarsi al pregiudizio e parteggiare per qualcuno a priori. Tina è proprio certa di non avere male interpretato? Perché il capo è così una brava persona… sarebbe davvero strano… Cè un modo in cui il capo può dimostrare la propria innocenza? E Tina può certificare il malessere che quella situazione le ha causato? C’è LA PROVA?

Lo spettacolo è costruito (molto bene) attorno a questi poli. Man mano che i 4 attori sferzano affondi nella storia si fatica a prendere le parti di un personaggio e si è costretti a ragionare sugli equilibri. I personaggi estremi (Tina su tutti, intepretata da una bravissima Marta Belloni) si passano il testimone nella gara vittima/carnefice, i mediatori smettono di essere spalle per diventare protagonisti.

Perché nel tentativo di trovare verità assolute si rischia di generalizzare e appiattire ogni storia, togliendole la dignità di Storia.

Lo spettacolo inserisce il fattore umanità in queste dinamiche e non lo fa mai per assolvere o accusare ma, escludendo le “tifoserie ideologiche”, amplia lo sguardo per ricostruire la complessità di quanto accade, fa riflettere sulla confusione dei ruoli e sui pregiudizi reciproci che alimentano l’estenuante battaglia tra uomini e donne.

Per troppo tempo gli uomini hanno considerato normali atteggiamenti sbagliati, per malizia o ingenuità. #Metoo ha scoperchiato un vaso di pandora necessario, ma che ha mortificato gli uomini e li ha messi di fronte a un problema che non si erano posti. Fino al giorno prima vivevano benissimo e all’improvviso le donne li fanno sentire fuori luogo, riversano su di loro frustrazione e ira e mettono in dubbio la loro posizione di potere.

Le donne, a loro volta, faticano a trattenere una rabbia atavica, motivatissima da secoli di soprusi, ma che in assenza di riflessione e mediazione collettiva finisce per trasformare le occasioni di cambiamento (come quella del #metoo) in ulteriori discriminazioni per le donne. Un boomerang letale.

Dal 9 al 26 gennaio 2020
LA PROVA di Bruno Fornasari
Teatro dei Filodrammatici
via Filodrammatici, 1 Milano
Info e biglietti

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