Le donne di Chichicastenango

Tre sostantivi per definire il mercato di Chichicastenango? Colore, profumo e tradizione. Un verbo? Contrattare. Sto parlando del mercato più grande del Centro America. Il giovedì e la domenica i commercianti e i compratori partono da tutto il Guatemala – all’alba, di notte o addirittura il giorno prima – per parteciparvi.

Una miriade di bancarelle di tutti i tipi, divise per zone, dal reparto frutta e verdura all’interno di un edificio adibito a mercatone, alla parte dedicata ai fiori sulle scale della chiesa, per finire alla sezione destinata agli oggetti, nella quale avviene la maggiore attività di contrattazione.

Tra una bancarella e l’altra non mancano le zone ristoro, con donne guatemalteche che impastano, danno la forma e scaldano tortillas come se non ci fosse un domani: una tortilla per ogni battito di ciglia, e che tortillas! Le più saporite mai provate in vita mia… e, in quella vacanza, ne ho provate parecchie!

La maggior parte delle bancarelle sono gestite da donne, donne cazzute, donne con la quale è arduo contrattare, molto più che con gli uomini. Con loro il giochetto del “me ne vado… non mi interessa”, sperando che poi ti inseguano abbassando il prezzo, non funziona.

Sono le stesse che si vedono in giro per il mercato con i cesti in testa, mentre sulla schiena portano un telo colorato con all’interno un bambino, che ti sorride con lo sguardo e gli stessi occhi sinceri della madre.

Sono quelle Donne che quando ti servono la verdura che hai scelto, tolgono prima le foglie brutte, perché anche se è un piccolo gesto, rimane un atto impresso, di cura.

Quando chiedi di insegnarti a fare le tortillas, prima sorridono imbarazzate, si confrontano tra loro, poi ti mostrano come vanno tenute le mani per ottenere quella forma tonda e perfetta, come se fosse la cosa più ovvia e semplice del mondo, quella forma che tu non otterrai MAI e che per loro è un gesto naturale quotidiano.

Credo che andare al mercato, durante un viaggio, sia una delle cose migliori da fare. Che sia un mercato famoso come quello di Chichicastenango o che sia un mercatino con poche bancarelle sgangherate a Mostar, in Bosnia.

Il mercato non cambia mai radicalmente. Quando muta, lo fa con la stessa lentezza con la quale mutano le persone, e per questo, quando passeggi tra i banchetti allestiti, incontri una realtà autentica, che ti permette di cogliere l’essenza del Paese e il popolo che stai visitando, anche solo osservando quello che succede attorno a te.

Le donne sono l’anima di questo mercato. In Guatemala rappresentano metà della popolazione, fondamenta solide per una società lenta, con una crescita che tiene il ritmo della tradizione.

Questo binomio “sviluppo e tradizione” è possibile grazie alla loro presenza. Ragazze legate alla famiglia, alla cultura, agli usi e costumi del loro popolo, che sono però riuscite a cogliere l’opportunità della vetrina della globalizzazione senza alterare il senso di ciò che fanno, presentando la propria vita e le caratteristiche del loro piccolo paese mantenendo una sincera autenticità che ti fa sentire parte di qualcosa di speciale, da amare, apprezzare e raccontare.

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