I figli non sono un problema (solo) delle donne

Se le scuole non riaprono, ma lo fanno le attività produttive, c’è evidentemente una questione logistica: i figli, chi li gestisce? Uno Stato che sceglie di non farsi carico di questo tema non può certo dirsi di sostegno alla famiglia, ma questo non è un problema nuovo e lo sa bene chi negli ultimi 30 anni ha puntato sveglie notturne per trovare un posto al nido.

La società italiana ha sempre contato molto sull’aiuto della famiglia e quello dei nonni è dato per scontato, come è considerato normale che siano le donne ad abbandonare il lavoro o scegliere carriere minori per potersi occupare della famiglia.

Quello che è accaduto sui media durante tutte le fasi dell’epidemia è però inquietante.

La mancata riapertura delle scuole (o la minaccia di chiuderle) è stata narrata solo ed esclusivamente come un problema che riguarda e deve riguardare le donne, le mamme.

I padri non sono citati da nessun titolista, nessun articolo angosciante li tira per la giacchetta ricordando loro che ci saranno i figli da sistemare e che quella sarà anche una loro preoccupazione.

L’Istat ci dice che il 34,6% delle persone tra i 18 e i 64 anni si prendono cura di minori di 15 anni o di parenti malati, disabili o anziani e quasi sempre è una donna a portare questo carico.

Gli articoli di questi giorni hanno certamente lo scopo di denunciare una situazione consolidata e reale, ma il risultato è che il discorso pubblico, in questo modo, avvalla il fatto che anche questa emergenza debba pesare ancora una volta sulle donne, lo dà per scontato.

Il modo in cui parliamo forgia e rispecchia il nostro pensiero ed è importante che la nostra società inizi a parlare dei figli anche ai maschi. E che lo faccia con un linguaggio attento.

Gli uomini che si occupano dei figli non sono “mammi” improvvisati, sono padri. La complessa gestione dei figli durante una pandemia è un problema delle famiglie, della società. Non delle mamme.

Se le donne sono costrette ad abbandonare l’indipendenza economica per occuparsi dei figli, è un problema della comunità tutta e l’accudimento femminile è più che altro il frutto di un duro allenamento. 

L’indipendenza economica è per le donne il primo strumento di protezione dalla violenza, è una garanzia per tutti di equilibrio sociale. E non serve inondare i quotidiani di rapporti sui maltrattamenti, se poi quelle stesse testate implicitamente ricordano solo alle donne che i figli vanno accuditi, che tocca a loro stare a casa, che il ruolo economico degli uomini non è mai in discussione, ma quello delle donne sì, è secondario.

Il pensiero va cambiato in modo strutturato. I figli sono della famiglia, il lavoro è un diritto di uomini e donne, allo stesso modo.

Fonte: Istat 2019 Report-Conciliazione-lavoro-e-famiglia

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